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Canon EOS 20d

 

Quando nonno morì a fine 2009 mia nonna potè aprire quella busta segreta. In una intercapedine del suo comodino, fatta da lui stesso che era falegname, nonno custodiva una busta con dei soldi, un migliaio di euro. Li teneva lì per ogni esigenza "Non si sa mai!". La paura che tutto intorno a lui si disgregasse lo portava ad avere particolari cautele e assicurazioni. Quei soldi nascosti erano la sua tranquillità, sono stati la sua tranquilla vecchiaia.

Ma una volta che lui non c'era più quei soldi tornarono ad essere solamente dei soldi. Mia nonna appena li maneggiò li distribuì ai nipoti. Con quei pochi euro dovevo acquistare qualcosa che "mi riamesse", qualcosa insomma non di effimero che mi fungesse da invisibile legame con nonno che ormai se ne era andato. Fu cosìche scelsi la fotografia e il caso volle che la Canon 20d si assumesse questo ingrato compito.

E' per questa ragione che qui non vi ripropongo le doti tecniche della fotocamera perchè in realtà non le conosco, non sono un matematico, resto uno psicologo che ama le parole e le immagini. Quello che so oggi è che questa 20d, per ragioni estranee alla Canon, dovrà sempre restare nelle mie mani. Forse un giorno finirà in soffitta, ma niente che dipende da me può separarmi da un oggetto che è ormai simbolo.