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Fotografia maschile e femminile

 

Nelle infinita gamma di possibilità esistenti la scelta operata ha un valore, inconscio magari, ma è un dato, un fatto. L'agire umano ha un significato, comunica qualcosa riguardo all'attore del comportamento. Anche le scelte fotografiche non eludono questa legge generale. Io ho iniziato a notare delle piccole però costanti differenze tra la fotograia di un uomo e quella di una donna.

Generalizzare è difficile, lo so, però è una operazione possibile. Ognuno di noi è sì un caso unico, ma è pure il frutto di una educazione e di una cultura. In ciascuno di noi è quindi possibile posare l'attenzione su l'uno o l'altro lato, sulla individualità o sulla collettività. Per ora mi soffermerò sulla seconda.

Le donne amano fotografare più spesso i dettagli, i particolari, gli oggetti quotidiani, la semplicità. Gli uomini amano la complessità, l'ampiezza, la nettezza. Nelle donne predomina una fotografia "artistica" con giochi di luci e di sfumature, con riprese insolite e colorazioni aggiustate. L'uomo tende alla generalità della foto, a non escludere nulla, a usare nitidezza e maschera di contrasto, a riprendere l'oggetto in sé. Nella donna predomina la soggettività nella fotografia, nell'uomo l'oggettività.

E allora mi par di vedere gli uomini come fotografi dei grandi spazi, di reportage rischiosi, di luci nette e contrastate. La fotografia femminile scopre un intero universo in un angolo di una casa, in una tavola imbandita, nel sorriso di un bambino o di un amico.

Ciascuno potrebbe imparare qualcosa dall'altro. Ma va anche bene che ognuno prosegua tranquillo per il proprio sentiero!