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Naturalismo e ritrattismo

 

La fotografia è sempre una complessa interazione tra soggetto e oggetto. Non è semplice rappresentazione del reale, la foto non solo dice sulle abilità tecniche del fotografo ma anche sul suo gusto estetico, il suo rapporto con le cose, la sua etica, la sua psicologia.

Detto questo emergono però delle differenze tra tipi di fotografia. Per semplicità dividerò la fotografia naturalistica (paesaggistica, macro ecc) da quella ritrattistica (figure umane, ritratti d’oggetti, still life ecc).

Quella naturalistica cerca il “bello oggettivo” nella natura e usa tutti gli strumenti tecnici più avanzati per riportarla in tutto il suo splendore sul sensore della fotocamera. Il bello per il fotografo naturalistico è là fuori, balza agli occhi con forza (un tramonto, una farfalla, un paesaggio); è talmente palese che non ha bisogno di costringere il fotografo a uno sforzo estetico.  E’ solo necessario maneggiare le tecniche adeguate e disporre degli strumenti idonei.
Negli altri tipi di fotografia il discorso è diverso per due ragioni a mio avviso: da un lato non è detto che ciò che sia interessante e significativo per un “click” sia anche un bello oggettivo (foto di barboni, edifici in rovina ecc); in secondo luogo anche dove si scorge il bello esso è più velato, nascosto, e solo l’abilità del fotografo riesce a portarlo alla luce.

Considero ogni genere di fotografia ugualmente degna purchè fatta in maniera tecnicamente buona e senza l’esasperato ricorso a elaborazioni digitali. Però distinguo il fotografo naturalista che, nelle sue espressioni migliori, è un “artista per via degli strumenti”  dal fotografo ritrattista che è “artista per via delle cose”. Quest’ultimo, più facilmente rispetto al primo, può arrivare a ottimi risultati con l’uso di mezzi tecnici mediocri.