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Poetica del fotografare
L'atto del fotografare è immortalare un certo momento, come nelle foto turistiche o familiare, oppure una certa immagine, come nei fotografi naturalistici o still life. La motivazione che muove il fotografo è quella di fermare una scena, renderla indelebile nei ricordi, stamparla a fuoco in una compact flsh o su celluloide.
La fotocamera risponde quindi al bisogno umano di rappresentare attimi significativi del mondo o della nostra vita.
Quello che mi affascina di questa riflessione è la sua logica conseguenza. Per quante foto noi uomini possiamo produrre mai potremo farne due identiche. Praticamente infinite sono le variabili: inquadratura, fuoco, luce, paesaggio, atmosfera, fotocamera e ottica, vento, umore interno del fotografo, incidenti paesaggistici ecc. Anche un fotografo che farà due scatti alla stessa ora di due giorni contigui con cavalletto inchiodato al suolo produrrà due foto diverse.
Detto questo è affascinante considerare che quando si sente il fatidito "click" si è fermata una coincidenza irripetibile di eventi assolutamente unica e impossibile a ritornare. Queste serve a noi fotografi a non sottovalutare mai il valore di uno scatto.