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I bambini

Gli unici che si salvano sono quelli che non sanno dove andare, quelli che hanno mille dubbi, quelli con poche ambizioni. I più sani sono i bambini che ancora non hanno conosciuto Berlusconi. Meno ti aspetti dalla vita e da questa Italia decadente e più sembri libero. Le ambizioni sono tutte cadute. La crisi non c'ha fermato, ma ha dimostrato quanto è assurda la nostra frenesia. Quanto inutile il materialismo e superficiale il consumismo.

Siamo più poveri in tempo di crisi è vero! Ma di cosa in fondo? La società occidentale c'ha educato a fondare la nostra vita sulla proprietà. La crisi ci sta dicendo che non possiamo avere tutto quello che vogliamo e che forse dobbiamo rinunciare a qualcosa che abbiamo sempre avuto. Così facendo ci fa sentire nudi, inutili, senza futuro. In realtà la crisi del materialismo è solo la riabilitazione verso un nuovo modello di vita. E' come se dopo decenni di coma dovuto al materialismo oggi, risvegliati, dobbiamo reimparare a camminare.

Solo Berlusconi poteva fare questo. Solo il Principe del possesso e il Sovrano della proprietà poteva condurci a un tale livello di disgusto da farci interrogare sul senso di quello che stiamo facendo. Stiamo cambiando direzione e questo è doloroso, ma non inutile.

I nostri maestri da domani saranno gli ultimi, ossia i bambini. “Gli ultimi saranno i primi”: nel senso che meno ti fai dettare le tue necessità più ritrovi te stesso.