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Il mondo del lavoro

Il mondo del lavoro è una routine che conduce all'agonia, che stritola le meningi dei più creativi. E' il luogo dove avviene la lenta alterazione della personalità, dove penetra lentamente il veleno che la società ci inocula appena siamo un minimo sviluppati nel fisico.

Il lavoro è fatto di turni, uffici, scadenze, prestazioni, cartellini, moduli, coperture delle malattie dei colleghi, adattabilità. Lentamente il lavoratore ingrigisce, invecchia, appassisce di quella energia che la natura gli ha donato e che siamo ormai soliti attribuire all'infanzia. Il lavoro interrompe il fluire delle idee, crea disagio, alienazione, stress, malcontento, deformazione del corpo, a volte intossicazione o morte.

Inoltre nel luogo del lavoro siamo a stretto contatto con persone che nella vita reale mai sceglieremmo di frequentare. Ci costringe ad alzarci come macchine sempre alla stessa ora, ripetendo sempre le stesse cose, muovendoci sempre lungo la stessa strada, a guardare l'orologio che non scorre mai. Tutto questo per 35 anni per poter ricevere quella misera pensione che la cataratta e la prostata ci impediranno di godere.

La società ci vuole schiavi asserviti e ricattabili, e noi siamo ben lieti di accontentarla. Come pecore terrorizzate dalla canna del pastore. La modalità attraverso cui la società attua il suo ricatto è il mutuo per la casa, la società dei consumi. Lo stipendio non basta mai perchè il mercato offre sempre nuovi e più allettanti beni. Siamo esattamente come le galline in batteria delle quali, per sommo paradosso, ci rattristiamo per il triste destino. Dubito che osservato in un certo modo l'uomo risulti il più intelligente degli animali. Siamo solo più intelligenti nel costruirci i sistemi di tortura, ma a parte questo viviamo esattamente come animali da allevamento: non padroni del corso della storia.

Della gabbia non soffriamo tutti nella stessa misura. Ne soffrono maggiormente i più creativi, coloro che percepiscono con più forza i gradi di separazione tra l'elasticità della propria mente e la rigidità del mondo produttivo. Più la coscienza è matura più acuto è il dolore, più lunga l'agonia che condurrà all'adeguamento o alla fuga.

Questo mondo del lavoro è fatto per soggetti mediocri che non chiedono altro che una rassicurante semplicità. Considerata la specie umana non stupisce che questo mondo del lavoro è stato quello che ha avuto più successo.