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Informazione e consapevolezza
Non conosco altro modo di difendersi dal dilagare dell'inganno e del pressapochismo che sedersi e cercare di capire. D'istinto ho sempre cercato di attivare il cervello quando le cose si facevano nebbiose. Oggi scopro che quella strada era saggia, che mi ha permesso di evitare il naufragio. Oggi, con internet, abbiamo la sensazione che le notizie si muovano più veloci e che di fondo ci sia più libertà, e questo in un certo senso è vero. Ma l'informazione ha valore se c'è un orecchio o un occhio pronto a occuparsene. Insomma se c'è un cervello pronto a impegnarsi e a capire, da solo, il mondo, a risolvere gli interrogativi.
Non affidarsi, non fidarsi, non delegare: queste le uniche formule che conosco per garantirsi una bussola. Non sono sicuro che queste poche norme garantiscano da qualsiasi fregatura (burocratica o sentimentale), ma aiutano. Lasciar maturare al proprio interno un senso critica significa invecchiare maturando, crescere nel senso generale e sano del termine.
Insomma l'informazione intorno a noi non solo va selezionata, ma approfondita e ragionata. Solo così possiamo evitare di correre dietro a dei falsi valori, che forse oggi più di ieri, ci cingono da tutti i lati.