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Kuntner Lorenz
In simbiosi con le sue montagne, lungo la strada per il passo dello Stelvio vive qualcuno che riesce a dire qualcosa fuori dal coro. Non insegna una alternativa, la rappresenta. E lo si vede da subito, è impossibile non notarlo. Il suo connubio, ossia il suo equilibrio, tra i bisogni del vivere e l'ambiente circostante sembra essere risolto. E risolto senza traumi per nessuno. Da tre anni vive della sua arte, una versione post-moderna dell'arte indiana una delle pochi popoli, a suo dire, che si tenne lontano finchè potè dall'inquinamento del mondo occidentale.
Totem, pietre levigate e colorate, amuleti, ossa di animali, quadri ma anche poesie e libri. Tutto quello che si vede nel suo "museo" è stato ritrovato nei boschi. Ripudia la caccia, anche se sa che per vivere ha bisogno, come tutti, di uccidere gli animali, quelli che alleva.
Lorenz non ha bisogno di nulla, le montagne gli danno tutto quello di cui abbisogna, soprattutto d'estate. Il resto lo ottiene dalla sua arte.
Le nevrosi moderne da cui lo asserviamo appaiono per la prima volta ridicole. Motociclisti e automobilisti che si fermano incuriositi appaiono abitanti di un tempo senza futuro, ma che sappiamo già avverato. Ho avuto modo di conoscerlo e porgli qualche domanda ma dalle parole non ho appreso più di quello che potevo osservare con i miei occhi .
Egli ci indica la nostra sconfitta. Ci ricorda che le modalità di sopravvivenza non sono stabilite una volta per tutte ma che a ciascuno, in questi tempi di crisi, è data ancora la possibilità di determinarsi. Quella ruota che gira inesorabile e tutti ci lega a una esistenza di un solo tipo (quella che semplifico con il binomio lavoro-mutuo) può essere fermata. La terra su cui corriamo non ci forma, lo fa la cultura che ci educa. La stessa che possiamo abbandonare, o rivedere, o correggere nei pochi decenni che ancora ci separano dalla morte. Lo storicismo non esiste neanche nelle nostre esistenze, oltre che in quelle delle nazioni. La partita è tutta da giocare. Ma chi avrà il coraggio di scendere in campo?
Da Lorenz ho avuto la sensazione che la partita la vinca non chi questa la termina ma chi la inizia. E' come se la domanda è la risposta. La rivoluzione è riuscita non appena cominciata. Il primo passo è tutto il cammino che dobbiamo compiere. Ma anche con questa consapevoleza per molti questo passo è impossibile.