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Lo spettacolo della Nazionale
La proposta di legge sulle intercetazioni che sta infiammando il dibattito in questo inizio estate la rivedo nel modo di giocare della nazionale di calcio. Le due cose, apparentemente così diverse, sono effetti della stessa mentalità, della stessa confusione. Esiste a mio avviso un filo che lega aspetti così diversi dell'espressione nazionale. Un paese in cui il diritto va via via morendo sotto i colpi di questa maggioranza "in odor di fascismo" e ove il nepotismo sembra un cancro incurabile si fa rappresentare ai mondiali di calcio da una strana selezione di calciatori di dubbio valore, nervosi e poco disciplinati.
Come nel paese non contano i meriti ma le conoscenze così la nazionale sceglie i suoi eroi tra personaggi "utili ad alcuni" e non tra quelli che semplicemente meglio sanno giocare a pallone. La mediocrità politica e la mediocrità della nazionale sono la stessa cosa. Entrambe non sono quanto di meglio il paese ha da offrire, sono quello che è scelto per rappresentarci. L'Italia è il paese che meglio applica la legge della deleggittimazione di coloro che godono di credibilità e stima, ed è quello che inventa miti e riti utili solo al potere e non riconosciuti dalla gente.
La nazionale di calcio ha offerto uno spettacolo deprimente durante la prima prova dei mondiali, e non credo farà di meglio nelle prossime partite. 10 uomini frenetici, disordinati, fallosi, privi di qualità tecniche, di sicurezza nei propri mezzi, di lucidità, di organizzazione tattica, di corsa, di "gusto" del calcio e dello spettacolo. Quello che ho visto io è stato uno sport tra il rugby e il pugilato. Nessuno di loro ha amore per quello che fa, sa cosa è il calcio e qual è il suo scopo, nessuno si ricorda che il calcio prima di tutto è un gioco, ed è una disciplina olimpica con una sua filosofia, che esiste un nutrito pubblico a cui riferirsi sia per quanto riguarda l'etica fuori e dentro il campo (sportività) sia per quanto riguarda la bellezza estetica del proprio giocare a pallone.
L'Italia che vivo io è la stessa che ho visto in azione in campo, un gruppo insicuro che nel tentativo di strafare e di convincere dimostra di essere consapevole della propria scarsezza. Calciopoli è roba del 2006 ma è lunga la strada che ci porterà fuori da quel pantano se molti personaggi di allora, il nostro ct ad esempio, sono ancora lì a dirti che "siamo noi a non capire", "che a noi "sfugge il quadro completo". Eppure io continuo a chiedermi come poteva il nostro Lippi non sapere di Moggi e delle sue influenze e del doping della sua Juve. Però è lì con l'aria dell'incompreso e a offrirci uno tra i peggiori spettacoli del mondiali del Sudafrica.
Intanto la nazionale tedesca ha schierato tranquillamente un giocatore di colore, forse il primo addirittura della storia; l'Inghilterra alcuni mondiali fà mise titolare Owen, addirittura minorenne. L'Italia di Lippi aveva Balottelli ma, nero diciottenne col caratteraccio e per lo più interista, era troppo per la nostra cultura conservatrice geriatrica e clietelare di cui Lippi è emerito rappresentante.
Tutte queste questioni resteranno eternamente senza una spiegazione.