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Obama e la riforma sanitaria

La riforma sanitaria americana che ha superato in questi giorni l'esame dei 216 voti ricorda a noi italiani come esista ancora una "nobiltà" della politica. Da questo luogo di osservazione abbiamo rischiato di perdere di vista le cose importanti, ma quello che è avvenuto oltreoceano serve a risvegliarci. Almeno un po'.

Un uomo con delle idee di giustizia riesce ancora, oltre la burocrazia, le multinazionali e l'ignoranza, a correggere il sistema, a eliminare le storture.

La politica non è morta. Morti sono i politici. La politica, nel giorno del successo di Obama, riscopre tutta la sua dignità, la sua nobiltà appunto. La stessa che qui in Italia è completamente offuscata da interessi personali che, come tutti gli interessi personali, sono meschini menzonieri cinici.

''Non sono tenuto a vincere ma ad essere autentico'' ha detto, citando Abraham Lincoln. Obama, il 21 marzo del 2010, ci ha restituito verginità e speranza. Verginità perchè ci ha riportato a rivivere i sogni adolescenziali, quelli che si fanno quando il mondo lo si conosce ancora poco. Speranza perchè, avendone realizzato uno, ci permette di credere che non sempre vincano i corruttori o i politici della menzogna.

Il risveglio italiano sarà lentissimo. Bene fa Saviano ad allarmarci sulle prossime elezioni regionali. Lui sa, perchè è un intellettuale vero, che le mafie controllano i voti in alcune regioni italiane. Lui fa il suo mestiere e ce lo ricorda. Noi cittadini da decenni abbiamo smesso di afare la nostra parte.