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Pontida
Il tanto atteso appuntamento leghista è stato, a voler essere buoni, una doppia delusione. La prima è, potremmo dire, di tipo coreografico per via della retorica insonnolente dei politici, lo sventolio svogliato delle bandiere, il rauco esprimersi del Grande Capo. Uno scenario antico che ha lasciato delusi coloro che aspettavano un chiarimento sulle sorti del Governo e del Paese.
La seconda delusione è più specifica e politica. Il Ministro degli Interni, personalità di primo livello nella claque vichinga, dopo aver strappato qualche applauso ha inneggiato la folla al grido "Libertà!" e "Secessione!".
Evito ogni commento.
Ogni anno lasciano il paese qualcosa come 65.000 giovani di cui 3/4 laureati. Negli ultimi 10 anni siamo cresciuti come Haiti. Il Paese in mano a una frangia di gonfi e conservatori sessantenni, chiusi nel loro delirio e attenti a null'altro che l'interesse di quella società che è il loro partito, demoliscono il paese usando la dinamite.
Il berlusconismo non finirà con questo sciagurato Governo. Ce lo abbiamo dentro nell'afasia e nell'indifferenza. Avrei voluto che il Presidente della Repubblica convocasse il giorno dopo un Ministro dell'Interno, capo della Polizia, che inneggia alla secessione.
Per fortuna ho solo 34 anni e forse prima di morire riuscirò a vedere qualcosa che assomigli alla decenza. Ma devo avere molta pazienza!