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Provocazione non documentata
Non amo le tabelle con i dati, le analisi statistiche, i testi burocratici e giuridici. Ho una formazione diversa, più portata alla sintesi che all'analisi, più vicina al sentito che al ragionato.
La proposta di riforma che suggerisco qui in poche parole è una provocazione: primo perchè non verrà mai attuata ed è solo esercizio, poi perchè non si fonda su una analisi dettagliata ma solo una scostante osservazione.
Non sottovaluto il peso che Santa Romana Chiesa esercita sul Bel Paese. Le posizione cattoliche, erroneamente collocate al centro, fungono da ago di bilancia per ogni decisione. L'appoggio cattolico, in quanto indispensabile per l'attuazione di una qual si voglia riforma, ha gioco facile a bloccare qualsiasi disegno o decreto di legge che non sia soddisfacente agli interessi ecclesiastici. Lo Stato Vaticano nel cuore di Roma a pochi km da palazzo Chigi è una organizzazione politica, economica, patrimoniale e culturale ingente. Inoltre ha un potere sottovalutato a livello mediatico, una capacità di penetrazione insospettata, un'eco ingiustificata a livello comunicativo.
In buona sostanza insieme alle organizzazioni criminali agenti in Sicilia, Campania e Calabria costituisce quel "partito degli invisibili" capaci di determinare le sorti di elezioni "democratiche". Forze non manifeste si attivano a ogni campagna elettorale. C'è molto più di quanto sospettiamo dietro un manifesto pubblicitario di un candidato comunale, regionale o nazionale. Oramai è d'uopo che ai lati di un candidato politico sieda un cardinale e un affiliato alle cosche.
A fronte di questa consapevolezza propongo:
- cancellazione del diritto al voto degli appartenenti al clero: se si è scelto di dedicarsi anima e corpo a Gesù Cristo non vedo cosa questo centri con la partecipazione al materialista gioco politico laico;
- il patrimonio immobiliare della Chiesa è il 20-25% dell'intero territorio nazionale (a Roma questa percentuale deve essere notevolmente superiore) di conseguenza propongo la confisca dei beni e favore dei giovani e delle comunità che si occupano di disagio;
- divieto di far riferimento alla cultura cattolica nella delineazione della identità di un partito politico: se il Cattolicesimo vuole essere religione che lo sia a pieno titolo senza infiltrarsi nello statuto, nei dibattiti e nei programmi della politica;
- instaurazione del pagamento delle tasse per gli immobili ecclesiastici: perchè uno degli stati più ricchi al mondo deve essere esentato dal pagamento delle tasse sulla casa quando un operaio, o un commerciante, vi è invece obbligato?
- eliminazione del crocefisso dalle aule scolastiche, che sono luogo laico di trasmissione del sapere illuminista, evoluzionista e scientifico;
- eliminazione della domenica come festività obbligatoria e delle altre festività religiose: instaurazione del diritto di obiezione religiosa per il cittadino italiano.
- processo in tribunali civili per i preti che si sono macchiati di reati gravi quali omicidio, pedofilia, aggressione: in sostanza abbattimento dei privilegi legali per le basse e le alte cariche ecclesiastiche. Se questo diritto è già riconosciuto che venga attuato.
- in seguito alla truffa di stato per anni perpetuata, eliminazione della Chiesa cattolica dall'elenco dei possibili beneficiari dell'8 per mille a favore di organizzazioni no profit laiche.
So che il sogno della creazione dello Stato di Diritto passa obbligatoriamente, oltre che per il superamenteo del conflitto di interessi berlusconiano, anche per la riduzione degli antichi benefici di cui lo Stato Vaticano gode sul suolo dello Stato Italiano.
P.S. Per quanto riguarda le gravi intromissioni vaticane sulle questioni di bioetica non mi sono pronunciato perchè, nella mia visione, esse verrebbero naturalmente a ridursi nel momento in cui venissero applicate le precedenti riforme.