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Solo una estroflessione di Moggi
In un paese come questo in cui i fili sono retti da persone che non appaiono sul palco ma che sono coperte dalla scenografia teatrale capita a volte che la scenografia crolli. E' un attimo soltanto ma è strano. Quando cade il velo dell'ipocrisia (la chiamo così sapendo benissimo che è altra cosa) la gente resta colpita nell'intimo. E' l'emersione dal fondo del fiume di qualche residuo oleoso finora invisibile. Tutti sapevano ma oggi non è più possibile far finta di non sapere. Tutti sospettavamo da tempo ma oggi la verità ci viene sbattuta in faccia. E la rabbia esplode.
La nazionale di calcio si è rivelata per ciò che è: un covo di raccomandati gestiti da un plurimilionario con rapporti strettissimi con la Juve di Moggi. Ricordo che prima di Calciopoli la Juve di Moggi gestiva oltre al doping, agli arbitri, al calciomercato anche le convocazioni in nazionale. Andavano lì solo i giocatori che erano di un certo "partito" o di un certo procuratore, o di un certo club. Ricordo che la presenza di un giocatore in nazionale lo rivaluta ai fini di una cessione.
Bene, questo è il retroscena. Lo sapevamo già, sia perchè è in parte emerso con Calciopoli sia perchè non siamo così cretini come credono. Bene, la nazionale di ieri ha mostrato il suo vero volto. Una cricca di amici di amici, messi lì non per meriti sportivi ma per convenienza hanno mostrato lacune fisiche e tecniche imbarazzanti. Il paese è caduto nel ridicolo. E' così evidente che siamo tutti arrabbiati, la melma si è alzata e ora ci avvolge. Le convocazioni di Lippi sono per la maggior parte di uomini juventini o milanisti, esattamente come nel vecchio sistema corrotto. Nulla è cambiato.
La nazionale è lo specchio di un paese. Lippi dice che i suoi avevano "paura". Il paese ha paura, è fermo e rischia la cassaintegrazione. Il paese ha paura di mettere al mondo figli o di perdere il lavoro o la casa. La nazionale ha rappresentato questo. Lippi invece di dimostrare di essere diverso ha reiterato il marcio in cui è cresciuto e si è arricchito (Lippi sapeva benissimo come si dopassero i suoi calciatori quando in campo correvano il doppio degli avversari).
Tocchiamo il fondo, è vero. Ma non nel gioco del calcio, che sarebbe ben poca cosa. Ma dal punto di vista sociale e culturale. Il paese che non ha il coraggio di scegliere i suoi elementi migliori e invece di proporre giovani presenta una salma fuori forma come Cannavaro merita molto più che uscire dai mondiali.
Oggi Lippi tornerà in Italia. Sarebbe bello se ad accogliero ci fossero un centinaio di uova. Sarebbe stato bello però se queste uova gli fossero state tirate quando presentò le convocazioni ufficiali, quando cioè sancì per l'ennesima volta di non essere un allenatore ma un uomo di partito, ancora una estroflessione di Moggi.