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"Cosa è per me la fotografia? Non so rispondere! So che cerco il bello e il significativo in un ampio spazio, sulla punta di una foglia o ai bordi delle strade."

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Prima del fotoritocco:

- La luce e la messa a fuoco sono fattori essenziali. Come è noto da sempre la luce che si ha nelle ore calde della giornata è una luce dura e riflettente, e quindi da evitare. Quando il sole è basso invece (alba e tramonto) si ha la migliore illuminazione perchè la luce si fa più arancione e diffusa. La presenza di nubi spesso gioca a favore perchè crea un diffusore naturale della luce che permette di scattare anche durante le ore mediane della giornata. La messa a fuoco deve essere ottimale e la foto ovviamente non deve, salvo i casi in cui questo effetto sia ricercato, avere del mosso. La profondità di campo dipenderà dall'apertura del diaframma (la profondità aumenta con ridursi dell'apertura del diaframma).

- L'inquadratura è un altro elemento vitale in fotografia. Spesso, ma non sempre, è possibile migliorarla col fotoritocco (attraverso ad esempio il ritaglio). Si raccomanda lo studio della regola dei terzi per evitare foto banali e piatte.

 

Il fotoritocco vero e proprio:

Lavoro utilizzando Adobe Photoshop CS3. Seleziono le foto buone attraverso Adobe Bridge o FastStone Image Viewer che consentono l'anteprima dei file RAW.

Gli interventi applicati su Camera Raw sono i seguenti:

- Bilanciamento del bianco per eliminare le dominanti di colore. L'uso delle barre della temperatura e della tinta dei colori mi permette di ottenere una immagine naturale. A volte mi aiuto con Strumento bilanciamento bianco e Strumento campionamento colore.

- Aumento la brillantezza e la saturazione dei colori.

- Ritaglio e addrizzo la foto quando necessario.

- Riduco il rumore sia della luminanza che dei colori, soprattutto quando scatto con alti ISO. Questo è uno strumento davvero efficace quando usato su Camera Raw.

- Aumento il contrasto quando serve, per dare alla foto uno "spessore" migliore.

- Modifico la curva di viraggio quando necessario. Serve a schiarire le zone in ombra e a fare più scure quelle molto chiare. Non è uno strumento molto potente perchè fa aumentare sensibilmente il rumore e inoltre non interviene nelle zone così dette "bruciate", che sono irrimediabilemente perdute.

- La nitidezza può essere aumentata però bisogna porre attenzione al rumore che tende a salire. L'ideale è ingrandire la foto al 100% e valutare. La nitidezza pone in risalto i contorni e i dettagli.

- La vignettatura e l'aberrazione cromatica sono due effetti in cui incorrono alcuni obiettivi fotografici. La prima è l'opacità e il nero che compare agli angoli della foto; la seconda è una sorta di sfasamento dei contorni degli oggetti (ad esempio uno blu e uno ciano) sgradevole alla vista. Possono essere di solito corretti. Gli obiettivi di alta qualità non danno questo tipo di noie.

A questo punto apro Photoshop CS3 e compio le ultime poche operazioni:

- Elimino usando lo strumento clone le macchie presenti sull'immagine dovute ai granelli di polvere sul sensore. Di solito uso una durezza al 50% e una opacità del 50% ma molto dipende dalle circostanze. Uso il clone anche per eliminare particolari "stonanti" dell'immagine come un filo elettrico, una gru sullo sfondo, una bottiglia di plastica sul prato ecc. Utilissimo per eliminare i puntini di polvere è anche pennello correttivo al volo.

- Se l'immagine dovesse risultare ancora sporca con filtro>disturbo>riduci disturbo riduco il rumore se necessario. Porto l'anteprima al 200% e valuto l'intensità adatta. Lascio a 0 il riduci disturbo colore e evidenzia i particolari. Predispongo invece l'intensità al max e muovo la barra del mantieni i particolari fino ad ottenere la qualità desiderata.

- Se devo inserire l'immagine nel sito apro a immagine>dimensione immagine e ricampiono l'immagine in questo modo: riduco l'immagine alla misura prescelta, nel mio caso a 1200x800 con 96 dpi. Per visualizzare foto su monitor sono sufficienti pochi mpi.

- Solo dopo aver ridotto l'immagine applico filtro>contrasta>contrasto migliore: il fattore varia secondo i casi (da 20 al 70%), il raggio invece è fisso su 0,2 perchè questo mi consente di rilevare anche i contorni più minuti. Elimino, nella finestra a cascata, la sfocatura con lente che dà un effetto più marcato ai miei bordi. Non applico più filtro>contrasta>maschera di contrasto perchè noto una certa artificiosità nei bordi.

E' importante ricordare che il contrasto migliore è l'ultima operazione da compiere e soprattutto bisogna applicarlo all'immagine già campionata, cioè nella esatta misura in cui si vuole che appaia. Se l'immagine viene ridotta o ingrandita l'effetto del contrasto viene perduto.

Un consiglio. La qualità migliore per le foto su Facebook è (nel caso abbiate un sensore 2/3) 800 x 533 pixel con risoluzione pixel/pollice di 72 o 96 pixel su immagini orizzontali, 580 x 720 con risoluzione pixel/pollice di 72 o 96 su immagini verticali.

- E' molto importante inoltre, se devo inserire l'immagine in un sito web, ridurla da 24 a 8 bit di colore e da Adobe RGB a sRGB. Questo serve a evitare che il browser la renda piatta e sbiadita rispetto all'originale. Facebook fa questa trasformazione in automatico.

In CS3 e successivi andare a file>Salva per web e dispositivi... Questa funzione eseguirà automaticamente la conversione e inoltre vi offre la possibilità di scegliere la misura della foto e la qualità:

Adobe RGB
24 bit

sRGB

I browser leggono bene a questa riduzione

8 bit

 

- Se devo stampare l'immagine vado a immagine>dimensione immagine: deseleziono ricampiona immagine e dimensiono l'immagine alla misura a cui intendo stamparla. Deselezionando il ricampionamento immagine impedisco a quest'ultima di modificarsi (ossia di ridursi o di aumentarsi di pixel): in questo modo àncoro il numero di pixel alla grandezza della foto (questi dati dipenderanno direttamente dai megapixel della mia fotocamera). Una volta dimensionata l'immagine alla misura della stampa applico il contrasto migliore. Si ricorda che l'occhio umano non percepisce densità di risoluzione superiori a 300 pixel/pollice per cui una fotocamera di 10 mp può stampare foto a 300 dpi di 33 x 22 cm, che è una foto già abbastanza grande. Scendendo a 200 dpi, che è comunque una risoluzione ancora molto buona, si arriva a stampe di 49 x 33 cm!

Se devo stampare l'immagine posso anche lasciare selezionato il ricampionamento. In questo modo posso impostare 300 dpi e ingrandire la foto alla misura a cui intendo stamparla. Se però i pixel reali della foto sono inferiori a quelli a cui intendo stampare il software mi fa una interpolazione, ossia mi "deduce" i pixel mancanti. Questa procedura è utile perchè elimina alcuni artefatti ma fa crescere terribilmente il peso del file. Esempio: se intendo stampare con un sensore di 8mp una immagine 30x45 posso scegliere di farlo a 197 dpi (quindi in formato "naturale" senza ricampionamento e a un peso di 23 mega) o a 300 dpi (con interpolazione e un peso di 54 mega). A voi la scelta!

Alcune volte devo ricorrere al layer mask per fare degli interventi più precisi. E' uno strumento potente e versatile che un fotografo, anche amatore, non può non conoscere. Consente interventi di ogni tipo e consente di dare sfogo alla creatività.

 

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Inoltre consiglio la visione dei siti citati qui per i dettagli e gli approfondimenti di queste tecniche, su come applicarle e in che circostanze. Oppure cercare tra i numerosi tutorial presenti nel sito di Youtube.

 

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Credo che il rispetto delle regole fotografiche al momento dello scatto (luce e inquadratura) e questi accorgimento di fotoritocco siano sufficienti per ottenere buone foto. Il resto sta alla sensibilità e alla pazienza del fotografo.

 

Prima

Raw

Dopo

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